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E io che pensavo fosse particolarmente ordinato…. sono solo fasi!

Le fasi del bambino: i suoi periodi sensitivi

Nel bambino esiste l’attitudine creatrice, l’energia potenziale per costruire un mondo psichico a spese dell’ambiente.

Sono solo fasi: si tratta di sensibilità speciali che si trovano negli esseri in via di evoluzione, cioè negli stati infantili, le quali sono passeggere e si limitano all’acquisto di un determinato carattere: una volta sviluppato questo carattere, la sensibilità finisce. Fu una scoperta dello scienziato olandese De Vries, e da questo possiamo trarre spunto per educare i nostri piccoli. Già esultavo all’idea che mio figlio Tommaso fosse così ossessionato dall’ordine  e dalla pulizia: se vede una macchia per terra, comincia ad indicarmela, e insiste finchè io non la tolga o la pulisca; anche per le sue cose, vuole che siano sempre messi nello stesso posto, ed ha una grande memoria.   Secondo Maria Montessori, su questi differente stati, l’adulto non può fare niente dall’esterno, ma è bene ricordare che se ” il bambino non ha potuto agire secondo le direttive del suo periodo sensitivo, è perduta l’occasione di una conquista naturale: ed è perduta per sempre!” La gioia dell’infanzia e la spensieratezza non è altro che un continuo passaggio di conquiste, di passioni che si accendono e che mettono in moto vibrazioni vitali ed ogni acquisizione è fatta senza fatiche, senza sforzi. In questo modo si va a formare il mondo spirituale dell’uomo. E’ interessante notare che quello che comunemente chiamiamo “capriccio”, è tutto quello che per noi adulti non ha una causa apparente, tutto è illogico e spesso non ha senso. Se consideriamo i periodi sensitivi del bambino, possiamo vedere il “capriccio” da un altro punto di vista, e probabilmente comprenderlo, e farsì che sia una risposta positiva del bambino.
“I capricci del periodo sensitivo sono espressioni esterne di bisogni insoddisfatti, allarme di una condizione errata, di un pericolo: e spariscono immediatamente, se vi è la possibilità di comprenderli e soddisfarli. Si vede allora l’immediato succedersi della calma a uno stato di agitazione. E’ dunque necessario cercare la causa a ogni manifesto perchè questa causa ci sfugge, mentre essa può divenire per noi una guida a penetrare nei recessi misteriosi dell’anima infantile, e a preparare un periodo di comprensione e di pace nei rapporti col bambino.” – M.Montessori  – Il segreto dell’infanzia – ed. Garzanti
I capricci sono l’espressione di un bisogno non soddisfatto e che crea uno stato di tensione, di conflitto, e rappresentano un tentativo dell’anima di chiedere, di difendersi. Quel che posso fare io, è quello di coinvolgere sempre nelle mie attività quotidiane: insieme rifacciamo il letto, spazziamo a terra e togliamo la polvere (io gli dò una pezza di Swiffer… ormai è più bravo lui di me! Almeno, unisco l’utile al dilettevole), gli faccio caricare e scaricare la lavatrice, gli dò le posate da asciugare, prepariamo insieme i sacchi dell’immondizia (sa già fare la differenziata, perchè abbiamo i bidoni colorati) e mi commuove vedere il suo impegno e la costanza nel fare le cose. Probabilmente è solo una fase questa dell’ordine, ma la mia speranza è che, a furia di farlo tutti i giorni, chissà che gli rimanga in mente come abitudine, e intanto ho un ottimo aiutante per i mestieri di casa! Elisa & Tommaso     N.B. Il libro da cui ho preso spunto e che vi consiglio è: MARIA MONTESSORI – IL SEGRETO DELL’INFANZIA – ed. GARZANTI  
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Ma chi è questa Montessori ? E perchè si parla così tanto del suo metodo ?

Quando parli di bambini, ed ecco che spunta sempre questo nome: “Maria Montessori”.

E’ sicuramente lei la più menzionata, ed io, come credo ormai nel comune senso delle persone famose, abbiano sentito almeno pronunciare il suo nome. Ad essere onesti, quando è nato Tommaso, ho scelto volutamente altri libri legati alla crescita ed educazione dei bimbi, probabilmente, proprio perchè così gettonata, e il suo metodo è così sbandierato che mi ha fatto pensare :”la solita roba da marketing”. Di recente sono entrata in libreria insieme a mio figlio e a mio marito, e per caso mi è caduto l’occhio su uno dei mille libri che la riguardano, in particolare, uno di questi ha attirato la mia attenzione: “Montessori – La mente del bambino” – ed. Garzanti. ed è stata pubblicata per la prima volta nel 1948 in India, dove il suo metodo ebbe subito un notevole successo. Subito dalle prime righe, mi sono resa conto di quanto il suo pensiero e la sua tesi sull’educazione dei bimbi sia illuminante, e che consiglio vivamente a tutti i genitori e neo-genitori a leggerlo.   Nei primi anni di vita la nostra mente è in grado di assorbire, creare in modo profondo e completamente diverso da come faremo in età adulta. Questo è uno dei suoi principi cardine. Secondo Montessori, la vita di un bambino si divide in periodi ben precisi, che lei definisce “i periodi di crescita”: questi periodi sono nettamente distinta tra loro ed è curioso constatare che coincidono con le diverse fasi dello sviluppo fisico. Il primo periodo va dalla nascita ai sei anni ed è composta da  2 sotto-fasi: la prima, da zero a 3 anni è caratterizzato da un tipo di lavoro mentale a cui l’uomo adulto non può avvicinarsi, sul quale cioè non può esercitare una diretta influenza. La seconda sotto-fase è quella che va dai 3 anni ai 6 anni, in cui il tipo mentale è lo stesso, ma il bambino comincia ad essere influenzabile.- Il secondo periodo va dai 6 anni ai 12 anni ed è un periodo di crescita caratterizzato da calma, serenità e, mentalmente parlando, è un periodo di salute, di forza e sicura stabilità. Per quanto riguarda il cambiamento fisico, è notevole e molto evidente, come ad esempio il fatto che proprio in questo periodo, il bambino perde i denti da latte e crescono quelli da adulto. Il terzo periodo va dai 12 ai 18 anni . E’ l’età dell’adolescenza, che porta grandi cambiamenti, tali da ricordare il primo periodo (che difatti viene anche chiamato “prima adolescenza”). Anche questo periodo è suddiviso in 2 sotto-fasi: il primo va dai 12 ai 15 anni, e l’altra dai 15 ai 18 anni. Si hanno anche trasformazioni del corpo che raggiunge la maturità dello sviluppo. Dopo i 18 anni l’uomo può considerarsi completamente sviluppato, e non produce più in lui alcuna trasformazione notevole.   Il periodo più importante è sicuramente il primo, quello dell’infanzia, perché è proprio in questo periodo che si forma l’intelligenza, il grande strumento dell’uomo. Non solo intelligenza, ma anche il complesso delle facoltà psichiche. Il periodo infantile è un periodo di creazione; nulla esiste all’inizio ed ecco che circa un anno dopo la nascita il bambino conosce ogni cosa. Il bambino non nasce con un pò d’intelligenza, un pò di memoria, di volontà, pronte a crescere e a svilupparsi nel periodo successivo. Il gattino può miagolare fin dalla nascita, anche se imperfettamente, l’uccello o il vitello hanno anch’essi una piccola voce, quella stessa che sarà, più ingrandita, la voce della loro specie. L’uomo ha un unico mezzo d’espressione alla nascita: il pianto. Nel caso dell’essere umano non si tratto dunque di sviluppo, ma di creazione, la quale parte da zero. Il meraviglioso passo compiuto dal bambino è quello che lo conduce dal nulla a qualche cosa, ed è difficile per la nostra mente afferrare questa meraviglia.  A compiere questo passo è necessario un tipo di mentalità diversa dalla nostra di adulti. Il bambino è dotato di altri poteri e non è piccola cosa la creazione che egli realizza: è la creazione di tutto.” Mentre leggevo queste righe, mi è venuta in mente la storia di Peter Pan: Wendy e i suoi fratelli non chiedono a Peter Pan da dove sia venuto, elaborano subito un pensiero felice, e se anche l’Isola che non c’è è per loro come un bel sogno, è facile per loro credere che fosse vero. E’ triste come alla fine, una volta cresciuti, non si ricordino più dei loro “pensieri felici”.  Nella mente del bambino, tutto è davvero possibile, non si sono blocchi razionali, possono assorbire tutto, con quella elasticità mentale che da adulti si perde. Gli adulti sono coscienti: se noi adulti abbiamo la volontà e il desiderio di imparare qualche cosa ci accingiamo a farlo, ma nel bambino non esiste né coscienza né volontà, poiché coscienza e volontà debbono essere create. Se chiamiamo cosciente il nostro tipo di mente adulta, quella del bambino dovrebbe essere chiamata incosciente, ma una mente incosciente non significa mente inferiore. Una mente inconscia può essere ricca di intelligenza. Il bambino assimila tutte le impressioni circostanti nel suo ambiente in quanto ha una “mente assorbente”, ovvero assorbe tutte le nozioni, il linguaggio, i movimenti, mentre sta vivendo, le sue esperienze si imprimono saldamente nella sua mente. Egli apprende tutto inconsapevolmente, passando dall’inconscio alla conoscenza, avanzando per un sentiero tutto gioia e amore. Per finire, non solo quello che diciamo e gli spieghiamo, un bambino del primo periodo assorbe tutto quello che vive, e lo ingloba nella sua mente, questo è la base poi della formazione del suo coarattere, del suo rapporto con gli altri e del suo essere adulto. Per questo è molto importante tutto quello che facciamo in sua presenza, perchè loro ci osservano, imitano, anche quello che facciamo senza renderci conto. Inoltre, ho notato che ci sono state occasioni in cui ci fosse un pò di tensione in casa, per motivi esterni (lavoro, stress, stanchezza, umore, etc…) e che, nonostante cercassimo di nasconderlo, i nostri figli lo sentivano, e diventavano a loro volta più irrequieti, capricciosi, e strillanti. Mi rendo conto di quanto sia difficile il mestiere del genitore, e di quanta responsabilità questo implichi,. Io questo libro lo consiglio a chiunque, davvero interessante, ricco di spunti e per vedere l’educazione dei propri figli in maniera davvero illuminante. Elisa & Maria