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GUIDA ALLE TAGLIE

GUIDA ALLE MISURE

I nostri tagli e le nostre condizioni

COTONE / MINKY / COTONE FELPATO
– ALTEZZA:  160cm – misura non modificabile
– DIVERSI TIPI DI TAGLI:
1.  TAGLIO SCAMPOLO 50X80CM
2. TAGLI DA MEZZO METRO E MULTIPLI: 50X160
3. Si può scegliere il taglio prescelto, non essendo pre-tagliati, selezionare la metratura prescelta nel menù a tendina, tenendo conto che si va in multipli di 0,50m.
PRE-TAGLIATI DEI SET
Esistono diversi set, ma i tessuti che compongono i set sono pre-tagliati e sempre indicati:
1. 40×50 cm
2. 50×80 cm
SE SI AUMENTA LA QUANTITA’ DI UN TAGLIO SPECIFICO, VIENE TAGLIATO IL TOTALE DEI METRI:
Esempio
– 50×160 cm quantità 3, verranno tagliati ed inviati in totale 150×160 cm in un pezzo unico, se invece si vuole esattamente 3 pezzi 50×160 cm, vi chiediamo, cortesemente di comunicarcelo.
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Primo mese, primi bilanci, e tanta voglia di fare!

Ogni progetto, ogni storia ha un inizio, e tutti gli inizi sono difficili.

Ormai siamo arrivati ad Aprile, il primo quadrimestre è passato, ed è tempo di fare bilanci. Come tutti i progetti, esiste un’idea iniziale, e l’entusiasmo di buttarcisi a capofitto, pensando ed avendo la presunzione di sapere tutto, conoscere tutti i segreti del mestiere, perché se anche lo hanno fatto in tanti, e se ce ne sono tanti in giro, il primo pensiero di tutti noi è: “ah, ma io lo faccio meglio!”. E poi si finisce inesorabilmente per essere travolti dalla realtà, dai dati e dai numeri che non sono proprio come speravamo. E’ stato, ed è così anche per My Preppy Kids: sia io che Maria siamo partiti a bomba con la sicurezza che sarebbe stata una passeggiata, che “noi saremmo state all’altezza”, e invece sapete quante cose sono successe ? Quante cosa abbiamo cambiato, e quante volte ci siamo chieste se ne valesse la pena ? Forse un pò la testardaggine, un pò la voglia di fare una passione il nostro lavoro, siamo ancora qui. Il nostro sito è in piedi, la nostra pagina Facebook ha raggiunto 500 seguaci e abbiamo iniziato a ricevere i primi ordini. D’accordo, non siamo ancora in grado di dire che tutto va bene, ma come inizio e come risposta dal web, siamo orgogliose della nostra piccola cerchia di amiche creative, e del nostro mondo: certo! Abbiamo commesso tanti errori, e ne commetteremo ancora, abbiamo fatto un sacco di prove, siamo ancora col bilancio totalmente in rosso, e credo che lo saremo ancora per i prossimi mesi, però, e c’è un grosso però, ci divertiamo, ci piace questo mondo fatto di cose fatte a mano, di fili, colori, tessuti, odori e creatività. Maria lo dice spesso, e sono d’accordo con lei: “un giorno avremo una storia da raccontare a Sole e Tommaso”, ed è bello sapere che un domani, potremmo dire loro di “poter rincorrere i loro sogni, che con il duro lavoro, la costanza e la tenacia, si possono davvero realizzare tutti i progetti che hanno in mente, e che non è facile. Nessuno ti regala nulla, tante volte si cade, ma è proprio in quel momento che non si deve mollare, perché il successo è proprio nell’insuccesso!”. Ci hanno fatto credere che l’importante era provarci, che saremmo stati premiati, e invece sai che vi dico? Vi dico che il percorso che porta alla realizzazione di un progetto, non dipende da quanto disponibilità di soldi abbiamo (importante, ma non fondamentale), ma da quanto noi vogliamo che questi si realizzino, dalle azioni che facciamo, dai sacrifici e dal duro lavoro, costanza e testa!  E se alla fine non dovessimo farcela? Bhè, non sarebbe la prima volta per me, e vi posso solo dire, che brucia da matti, peggio della fine di una relazione, però la felicità ha bisogno di sapere che siamo coraggiosi, che crediamo in ciò che facciamo. Ed eccomi di nuovo qui, altro giro, altro progetto. E ogni volta è come la prima volta, ma con maggiore esperienza, meno sogni e più concretezza. Ecco che il nostro bilancio per il primo quadrimestre, ci soddisfa, e ringraziamo tutte voi che ne fate parte! Seguiteci….   Elisa & Maria
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E io che pensavo fosse particolarmente ordinato…. sono solo fasi!

Le fasi del bambino: i suoi periodi sensitivi

Nel bambino esiste l’attitudine creatrice, l’energia potenziale per costruire un mondo psichico a spese dell’ambiente.

Sono solo fasi: si tratta di sensibilità speciali che si trovano negli esseri in via di evoluzione, cioè negli stati infantili, le quali sono passeggere e si limitano all’acquisto di un determinato carattere: una volta sviluppato questo carattere, la sensibilità finisce. Fu una scoperta dello scienziato olandese De Vries, e da questo possiamo trarre spunto per educare i nostri piccoli. Già esultavo all’idea che mio figlio Tommaso fosse così ossessionato dall’ordine  e dalla pulizia: se vede una macchia per terra, comincia ad indicarmela, e insiste finchè io non la tolga o la pulisca; anche per le sue cose, vuole che siano sempre messi nello stesso posto, ed ha una grande memoria.   Secondo Maria Montessori, su questi differente stati, l’adulto non può fare niente dall’esterno, ma è bene ricordare che se ” il bambino non ha potuto agire secondo le direttive del suo periodo sensitivo, è perduta l’occasione di una conquista naturale: ed è perduta per sempre!” La gioia dell’infanzia e la spensieratezza non è altro che un continuo passaggio di conquiste, di passioni che si accendono e che mettono in moto vibrazioni vitali ed ogni acquisizione è fatta senza fatiche, senza sforzi. In questo modo si va a formare il mondo spirituale dell’uomo. E’ interessante notare che quello che comunemente chiamiamo “capriccio”, è tutto quello che per noi adulti non ha una causa apparente, tutto è illogico e spesso non ha senso. Se consideriamo i periodi sensitivi del bambino, possiamo vedere il “capriccio” da un altro punto di vista, e probabilmente comprenderlo, e farsì che sia una risposta positiva del bambino.
“I capricci del periodo sensitivo sono espressioni esterne di bisogni insoddisfatti, allarme di una condizione errata, di un pericolo: e spariscono immediatamente, se vi è la possibilità di comprenderli e soddisfarli. Si vede allora l’immediato succedersi della calma a uno stato di agitazione. E’ dunque necessario cercare la causa a ogni manifesto perchè questa causa ci sfugge, mentre essa può divenire per noi una guida a penetrare nei recessi misteriosi dell’anima infantile, e a preparare un periodo di comprensione e di pace nei rapporti col bambino.” – M.Montessori  – Il segreto dell’infanzia – ed. Garzanti
I capricci sono l’espressione di un bisogno non soddisfatto e che crea uno stato di tensione, di conflitto, e rappresentano un tentativo dell’anima di chiedere, di difendersi. Quel che posso fare io, è quello di coinvolgere sempre nelle mie attività quotidiane: insieme rifacciamo il letto, spazziamo a terra e togliamo la polvere (io gli dò una pezza di Swiffer… ormai è più bravo lui di me! Almeno, unisco l’utile al dilettevole), gli faccio caricare e scaricare la lavatrice, gli dò le posate da asciugare, prepariamo insieme i sacchi dell’immondizia (sa già fare la differenziata, perchè abbiamo i bidoni colorati) e mi commuove vedere il suo impegno e la costanza nel fare le cose. Probabilmente è solo una fase questa dell’ordine, ma la mia speranza è che, a furia di farlo tutti i giorni, chissà che gli rimanga in mente come abitudine, e intanto ho un ottimo aiutante per i mestieri di casa! Elisa & Tommaso     N.B. Il libro da cui ho preso spunto e che vi consiglio è: MARIA MONTESSORI – IL SEGRETO DELL’INFANZIA – ed. GARZANTI  
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Tutorial per creare un Activity Cube

Ecco qui, tutti i passi per creare da te il tuo Activity Cube, che puoi personalizzare come preferisci.

L’Activity Cube è un gioco proprio in stile montessoriano, divertente, e stimolante: qui trovi i cartamodelli gratuiti da scaricare e copiare.

Va da sè che, a questa base puoi aggiungere tanti accessori, e colori per creare un Activity Cube multisensoriale, con più giochi tattili.
Materiali:
Tessuto in cotone varie fantasie 115 cm o 152 cm
Tessuto 1,2,3,4 30x30cm
Per realizzare
le parti laterali del cubo:
5 tessuti di fantasie diverse 22x22cm
I petali dei fiori:
5 tessuti di fantasie diverse 13x13cm
Le alette:1 pezzo 36x21cm
Corpo della farfalla: 1 pezzo da 21x15cm
 
Parti aggiuntive per decorare al meglio il tuo cubo:
6 Cerchi di plastica (6,5cm) oppure 3 anelli per la dentizione
foglio di cellophane
Imbottitura di poliestere
Filo da ricamo in vari colori assortiti13 nastri di lunghezza e
larghezza diversi
1 nastro 3cm x 6mm per le antenne della farfalla
1 elastico 3cmx6mm
3 rastrellieri di 2 cm ciascuna
Ritagli vari di tessuto per le applicazioni
Fogli trasferibili
Velcro
Campanellino
 
 
 I cartamodelli da scaricare:
  1. Panello Laterale A
  2. Vista pannello laterale A
  3. Pannello con taschino A
  4. Applicazione tartaruga A
  5. Pannello con applicazioni punti A
  6. Pannello con applicazione fiore  A
  7. Fiore A
  8. Pannello con rana A
  9. Applicazione per costruire la rana A
  10. Pannello per il posizionamento farfalla A
  11. Applicazione delle ali della Farfalla
Procedimento :
… accorgimenti prima di iniziare il lavoro: 
– stirare i tessuti, di modo da eliminare eventuali imperfezioni e piegature; non è necessario, ma vi assicuro che questo piccolo trucco può aiutare tantissimo per procedere con facilità e dà un risultato migliore.
– stampare o copiare i cartamodelli che trovate in allegato
– la freccia indicata su ogni pezzo indica la direzione da seguire: posiziona i pezzi sul tessuto, con le frecce rivolte nella stessa direzione.
Istruzioni per la realizzazione del Cubo delle Attività
 
  1. PREPARAZIONE DEI PANNELLI
  • Utilizzando i fogli trasferibili, ricopiare le applicazioni dal carta modello e trasferirli sulla parte del tessuto al rovescio.
  • Ritagliare tutti i pezzi e rimuovere il foglio
  • Cucire insieme tutti i pezzi
I pezzi da trasferire sulla carta copiativa
  • Posizionare un pezzo di velcro sul lato a rovescio sotto le posizioni delle applicazioni. I bordi esterni della maggior parte delle applicazioni saranno rifinite con una larghezza media e un punto zigzag.
  • Impuntare tutti i bordi grezzi delle applicazione con la rifinitura a zig-zag.
  • Disegnare la bocca della tartaruga con del filo da ricamo.
  • Una volta completata la cucitura, rimuovere il velcro.
 Seguendo le istruzioni, preparare i pannelli con i cerchi e pannello con la tartaruga.
Pannello con i cerchi e pannello con la tartaruga
Posizione il rovescio sopra l’altro rovescio, impuntare i bordi esterni per fissare la posizione
Cucire tutte le parti, lasciando un angolo aperto, per poterlo risvoltare
Pannello con il taschino
    Piegare il taschino lungo la piega. Cucire 1,3 cm dalla piega per formare lo spazio dove posizionare l’elastico. Taglia un pezzo di elastico 6 mm, lungo 10 cm. Inserire l’elastico attraverso lo spazio creato e cucire insieme i lati e il bordo inferiore.. Imbastire il lato e i bordi inferiori della tasca.
           
Posizionare la tasca sul lato destro di un pezzo di pannello, allungando l’elastico per adattarlo ai bordi. Cucire lungo i bordi esterni per posizionare la tasca creata.
Pannello Farfalla:
Trasferisci l’immagine della farfalla sul lato dritto del tessuto. Posizionare un foglio stabilizzatore sul rovescio del tessuto, in corrispondenza della farfalla e fermarle con gli spilli.
Costruire ogni singolo pezzo che compone la farfalla:
ritagliare le applicazioni e sovrapporre i tessuti dal rovescio, cucirli insieme, lasciando una parte aperta, per poterli rigirare dal verso giusto.
Una volta rigirate, riempirle con imbottitura in poliestere e richiudere i lati aperti.
 
Posizionare le varie parti del corpo sul tessuto dove è stato trasferito l’immagine della farlalla.
 
Cucire insieme le parti con una cucitura a zig-zag.
Tagliare 2 nastrini della misura di 6mmx7.6cm. piegare in due i nastrini e applicarli culla parte delle antenne della farfalla.
 
Usando i fogli trasferibili, applicare la testa, il naso e gli occhi. Ricamare la bocca con del filo da ricamo, utilizzando il nodo francese.
 
Rimuovere il foglio stabilizzatore dal rovescio.
 
Pannello col fiore:
    Posizionare due pezzi di petali dalla parte del dritto e cucire sulla parte della cucitura esterna, lasciando una parte aperta. Far rientrare le curvature e riempire ogni petalo con pezzi di cellophane.
    Una volta imbottito, richiudere la parte aperta.
    Ripetere l’operazione per il resto dei petali.
 
    Posiziona un ovetto su un pezzo di fiore centrale. Impuntare i bordi esterni per tenerli in posizione. Fai una fessura di 3,8 cm nel centro del fiore rimanente, e cuci i bordi esterni. Riposiziona all’interno le curve e sposta il centro del fiore verso l’esterno.
    Posiziona i petali sul rovescio (il lato con la fessura) del centro del fiore, disponendolo in modo uniforme. Appuntare o imbastire per tenere in posizione. Con un punto zig-zag al centro del fiore, posizionarlo sulla parte centrale del pannello.
 
Ritagliare
10 nastrini di 9,9 cm di lunghezza
1 nastrino di 17,8 cm di lunghezza
1 nastrino di 12.7 cm di lunghezza
Ripiegarli a metà e fermarlo con un punto.
 
Posizionare i nastrini come mostrato nella figura:
5 sui lati (3 da una parte e 2 dall’altra)
i nastri più lunghi sulla parte superiore agli angoli
Cucire sul bordo esterno per fissarli sul pannello.
I restanti 5 nastrini, vanno posizionati sul pannello della farfalla, come mostrato nella figura.
 
Posizionamento dei nastrini
…ASSEMBLAGGIO DEL CUBO
 
Posiziona il lato destro del pannello della tartaruga con il lato liscio del pannello con i cerchi, e appuntare il lato superiore delle 2 stoffe.
 
Per creare lati, posiziona il pannello della farfalla sopra il pannello con la tasca, facendo combaciare i lati destri (quindi dritto per dritto)  e cucire tra i punti.
Posiziona il pannello dei nastri sopra il pannello della tartaruga, dritto contro dritto, facendo combaciare i lati destri e cucire insieme.Cucire insieme il pannello con il taschino e il pannello con i nastri insieme al pannello con la tartaruga e al pannello con la farfalla.
Appuntare il pannello con il fiore in alto, facendo combaciare i lati destri. Cucire, girando i punti. Appuntare gli altri pannelli ai bordi inferiori facendo combaciare i lati destri. Cucire insieme, lasciando un’apertura di circa 10,2 cm, per poter risvoltare il cubo.
Abbiamo cucito insieme, in questo modo, i pannelli al contrario, di modo che, risvoltando, risultino per il dritto. Il nostro è solo un suggerimento per l’ordine, ovviamente, potete decidere liberamente la posizione dei vari pannelli.
Rigirare ora il cubo dal rovescio al dritto, e riempire con imbottitura di poliestere. Richiudere il lato aperto, con piccoli punti a mano.
 
… ASSEMBLAGGIO DELLA RANA
 
Seguendo le istruzioni per la creazione delle applicazioni del 1 punto, preparare la sagoma della ranocchia.
Utilizzare il punto copertone per rifinire i bordi della ranocchia: fai delle impunture con il filo da ricamo per creare la bocca, e il punto francese per le guance.
 
Mettere le due parti della ranocchia per il rovescio, facendo combaciare i bordi esterni, cucire insieme col punto copertone, lasciando un angolino aperto.
Risvoltarlo per il dritto e riempire con imbottitura di poliestere, e riempire con un campanellio. Richiudere con cucitura a copertone.
 
Inserire la ranocchia nella taschina
CARTAMODELLI
 
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Un progetto che sta prendendo piede…

Il nostro progetto sta diventando sempre più reale, partito quasi per gioco tra due chiacchiere al bar, tra di noi.  Siamo 2 mamme che vogliono fare delle proprie passioni, un piccolo business a portata di famiglia: per fare ciò che ci piace fare senza sacrificare la famiglia. E’ un progetto troppo ambizioso ? Io e Maria ci siamo conosciute durante l’inserimento dei nostri bimbi all’asilo nido, e già da subito avevamo una grande intesa. Si sa, quando si hanno bimbi piccoli, quasi per comune interesse si socializza più facilmente con altre mamme. Tuttavia, tra noi c’è sempre stata un’empatia diversa, ci siamo capite al volo ed è stato facile ritrovarci anche negli stessi interessi, le stesse passioni: cucito, ricamo, design, e tutte queste cosine che poi stiamo riempiendo il nostro sito. Ci siamo buttate quasi subito, senza pensarci troppo e senza troppi programmi: in pochissimo tempo abbiamo trovato il nome, poi il logo e… et voilà, anche il sito! Fin qui è stato un gioco da ragazzi, ma si sa, che per costruire un buon business, l’idea, o meglio le idee iniziali sono difficili da visualizzare. Ci siamo dette: “ci piacciono le stesse cose, perchè non facciamo un sito in cui offriamo vestitini e accessori per bimbi da personalizzare con ricami?” , Ecco! Sul nostro sito si trovano tante idee regalo, spunti per la creatività, insomma di tutto, tranne che per vestitini. Abbiamo scoperto un mondo fatto di lavori manuali e di mamme bravissime a realizzare la qualsiasi cosa si possa immaginare: cucito, ricami, lavori a maglia, lavori in feltro, con la carta, con il legno, etc.. di tutto e di più. Non nascondo che spesso, l’entusiasmo iniziale è andato un pò a scendere, sopratutto quando dopo i primi post, e le prime pubblicazioni, non ricevevamo alcun feedback, nè positivo, nè negativo. Oggi è finalmente arrivata la nostra macchina da cucire, che fa anche da ricamatrice: Berinan – Bernette Chicago 7. Ne abbiamo viste e valutate tante, addirittura una professionale (dal costo troppo elevato per iniziare!!)                 Non ci resta che accenderla e fare tante prove: seguiteci per capire se abbiamo fatto la scelta giusta! A presto…. Elisa & Maria
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Ma chi è questa Montessori ? E perchè si parla così tanto del suo metodo ?

Quando parli di bambini, ed ecco che spunta sempre questo nome: “Maria Montessori”.

E’ sicuramente lei la più menzionata, ed io, come credo ormai nel comune senso delle persone famose, abbiano sentito almeno pronunciare il suo nome. Ad essere onesti, quando è nato Tommaso, ho scelto volutamente altri libri legati alla crescita ed educazione dei bimbi, probabilmente, proprio perchè così gettonata, e il suo metodo è così sbandierato che mi ha fatto pensare :”la solita roba da marketing”. Di recente sono entrata in libreria insieme a mio figlio e a mio marito, e per caso mi è caduto l’occhio su uno dei mille libri che la riguardano, in particolare, uno di questi ha attirato la mia attenzione: “Montessori – La mente del bambino” – ed. Garzanti. ed è stata pubblicata per la prima volta nel 1948 in India, dove il suo metodo ebbe subito un notevole successo. Subito dalle prime righe, mi sono resa conto di quanto il suo pensiero e la sua tesi sull’educazione dei bimbi sia illuminante, e che consiglio vivamente a tutti i genitori e neo-genitori a leggerlo.   Nei primi anni di vita la nostra mente è in grado di assorbire, creare in modo profondo e completamente diverso da come faremo in età adulta. Questo è uno dei suoi principi cardine. Secondo Montessori, la vita di un bambino si divide in periodi ben precisi, che lei definisce “i periodi di crescita”: questi periodi sono nettamente distinta tra loro ed è curioso constatare che coincidono con le diverse fasi dello sviluppo fisico. Il primo periodo va dalla nascita ai sei anni ed è composta da  2 sotto-fasi: la prima, da zero a 3 anni è caratterizzato da un tipo di lavoro mentale a cui l’uomo adulto non può avvicinarsi, sul quale cioè non può esercitare una diretta influenza. La seconda sotto-fase è quella che va dai 3 anni ai 6 anni, in cui il tipo mentale è lo stesso, ma il bambino comincia ad essere influenzabile.- Il secondo periodo va dai 6 anni ai 12 anni ed è un periodo di crescita caratterizzato da calma, serenità e, mentalmente parlando, è un periodo di salute, di forza e sicura stabilità. Per quanto riguarda il cambiamento fisico, è notevole e molto evidente, come ad esempio il fatto che proprio in questo periodo, il bambino perde i denti da latte e crescono quelli da adulto. Il terzo periodo va dai 12 ai 18 anni . E’ l’età dell’adolescenza, che porta grandi cambiamenti, tali da ricordare il primo periodo (che difatti viene anche chiamato “prima adolescenza”). Anche questo periodo è suddiviso in 2 sotto-fasi: il primo va dai 12 ai 15 anni, e l’altra dai 15 ai 18 anni. Si hanno anche trasformazioni del corpo che raggiunge la maturità dello sviluppo. Dopo i 18 anni l’uomo può considerarsi completamente sviluppato, e non produce più in lui alcuna trasformazione notevole.   Il periodo più importante è sicuramente il primo, quello dell’infanzia, perché è proprio in questo periodo che si forma l’intelligenza, il grande strumento dell’uomo. Non solo intelligenza, ma anche il complesso delle facoltà psichiche. Il periodo infantile è un periodo di creazione; nulla esiste all’inizio ed ecco che circa un anno dopo la nascita il bambino conosce ogni cosa. Il bambino non nasce con un pò d’intelligenza, un pò di memoria, di volontà, pronte a crescere e a svilupparsi nel periodo successivo. Il gattino può miagolare fin dalla nascita, anche se imperfettamente, l’uccello o il vitello hanno anch’essi una piccola voce, quella stessa che sarà, più ingrandita, la voce della loro specie. L’uomo ha un unico mezzo d’espressione alla nascita: il pianto. Nel caso dell’essere umano non si tratto dunque di sviluppo, ma di creazione, la quale parte da zero. Il meraviglioso passo compiuto dal bambino è quello che lo conduce dal nulla a qualche cosa, ed è difficile per la nostra mente afferrare questa meraviglia.  A compiere questo passo è necessario un tipo di mentalità diversa dalla nostra di adulti. Il bambino è dotato di altri poteri e non è piccola cosa la creazione che egli realizza: è la creazione di tutto.” Mentre leggevo queste righe, mi è venuta in mente la storia di Peter Pan: Wendy e i suoi fratelli non chiedono a Peter Pan da dove sia venuto, elaborano subito un pensiero felice, e se anche l’Isola che non c’è è per loro come un bel sogno, è facile per loro credere che fosse vero. E’ triste come alla fine, una volta cresciuti, non si ricordino più dei loro “pensieri felici”.  Nella mente del bambino, tutto è davvero possibile, non si sono blocchi razionali, possono assorbire tutto, con quella elasticità mentale che da adulti si perde. Gli adulti sono coscienti: se noi adulti abbiamo la volontà e il desiderio di imparare qualche cosa ci accingiamo a farlo, ma nel bambino non esiste né coscienza né volontà, poiché coscienza e volontà debbono essere create. Se chiamiamo cosciente il nostro tipo di mente adulta, quella del bambino dovrebbe essere chiamata incosciente, ma una mente incosciente non significa mente inferiore. Una mente inconscia può essere ricca di intelligenza. Il bambino assimila tutte le impressioni circostanti nel suo ambiente in quanto ha una “mente assorbente”, ovvero assorbe tutte le nozioni, il linguaggio, i movimenti, mentre sta vivendo, le sue esperienze si imprimono saldamente nella sua mente. Egli apprende tutto inconsapevolmente, passando dall’inconscio alla conoscenza, avanzando per un sentiero tutto gioia e amore. Per finire, non solo quello che diciamo e gli spieghiamo, un bambino del primo periodo assorbe tutto quello che vive, e lo ingloba nella sua mente, questo è la base poi della formazione del suo coarattere, del suo rapporto con gli altri e del suo essere adulto. Per questo è molto importante tutto quello che facciamo in sua presenza, perchè loro ci osservano, imitano, anche quello che facciamo senza renderci conto. Inoltre, ho notato che ci sono state occasioni in cui ci fosse un pò di tensione in casa, per motivi esterni (lavoro, stress, stanchezza, umore, etc…) e che, nonostante cercassimo di nasconderlo, i nostri figli lo sentivano, e diventavano a loro volta più irrequieti, capricciosi, e strillanti. Mi rendo conto di quanto sia difficile il mestiere del genitore, e di quanta responsabilità questo implichi,. Io questo libro lo consiglio a chiunque, davvero interessante, ricco di spunti e per vedere l’educazione dei propri figli in maniera davvero illuminante. Elisa & Maria
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Mamme costrette a lasciare il lavoro – L’ingiustizia più grande (1701/2018)

tratto dal “Fatto Quotidiano”,  – Elisabetta Ambrosi. “I dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro, secondo cui le dimissioni volontarie delle donne dopo aver avuto un figlio, in pratica l’autolicenziamento, magari a volta persino sostenuto o comunque non ostacolato dal datore di lavoro, sono in crescita: 29.879 madri hanno lasciato il lavoro l’anno scorso, ma solo 5.261 lo hanno fatto per passaggio ad altra azienda, mentre 24.618 per la difficoltà di conciliare la cura del bambino e il lavoro stesso.” Questo è un tema a me, personalmente davvero caro. Ho sempre vissuto a Milano, e lavoro da 6 anni come addetta vendita per un noto marchio di lusso. Il mio è un lavoro sicuro, con un contratto a tempo indeterminato vero, e fortunamente, ancora prima di rimanere incinta, avevo chiesto ed ottenuto un part-time verticale. Direi che fin qui, tutto bene. Dopo il matrimonio mi sono trasferita a Genova, dal momento che mio marito è di qui, e sarebbe stato meno difficoltoso per me trasferirmi. Fare avanti e indietro, non è stato mai un grande problema, perchè nei giorni in cui lavoravo, semplicemente andavo da mia mamma e ci restavo per i giorni in cui lavoravo. Tutto questo è stato perfetto, finchè non è arrivato Tommaso. Io ho scelto di fare “allattamento a richiesta” e per i primi mesi, fino allo svezzamento, è stato “esclusivo”;per fare ciò ho dovuto richiedere tutta la maternità facoltativa (che ricordo sono in totale 6 mesi in cui la tua retribuzione è ridotta al 70%, e quindi non accessibile proprio a tutte), e tutte le ferie non godute degli anni precedenti. Sono rientrata a lavoro che Tommaso aveva quasi 1 anno. Mi ritengo già fortunata, perchè non tutte le mamme si possono permettere il lusso di vivere con uno stipendio con una tale riduzione; basti pensare alle mamme sole, quelle non sposate o che comunque vivono già in una situazione precaria.   Il rientro al lavoro è traumatico sotto tutti i punti di vista: emotivo, in quanto lasci tuo figlio per ore. Da una parte si può godere dei permessi per allattamento (retribuiti al 100%)  fino al primo anno  del bambino. Dall’altra parte i sensi di colpa per una mamma sono inimmaginabili. Poi c’è il fatto che quando rientri, non sempre trovi ciò che hai lasciato, e non sempre il tuo posto è lo stesso. Anche i tuoi colleghi e superiori sono diversi, o semplicemente sanno che d’ora in poi, il tuo metro di giudizio è parametrato dai ritmi di un bambino, e non sempre in linea con le esigenze aziendali. Orari flessibili, trasferte, flessibilità. La flessibilità di una mamma non va d’accordo con la flessibilità delle aziende. E non importa quanto hai fatto gli anni precedenti, quanto vali dal punto di vista professionale. No, perchè tu adesso sei “mamma”, manco si trattasse di una malattia. Ma alla questione dei costi si aggiunge il problema delle emozioni: perché quand’anche quelle donne riuscissero a coprire le spese per gli aiuti fino alle sei della sera, dovrebbero sopportare l’atroce lacerazione, perché tale è, di stare lontano dai propri bimbi per molte, troppe ore, quando invece il loro desiderio è quello di stare in contatto con i loro piccoli, un contatto che è fisico, emotivo, totale. Per non parlare poi di eventuali crescite e promozioni: una donna mamma deve fare i conti con la propria coscienza e scegliere se “famiglia” o “carriera”, e s sceglie quest’ultima, sa già che dovrà fare il doppio dello sforzo rispetto ad un uomo, in quanto deve dimostrare ai superiori che “ha le palle” di non farsi ammorbidire dalle esigenze di un pargolo e che riesce a gestire ottimamente le emozioni ed i sensi di colpa. Di recente una mia collega che ha avuto il secondo figlio, si è dovuta licenziare perchè l’azienda non le ha concesso il part-time e con 2 figli, un marito che fa il nsotro stesso lavoro, nonni lontani, facendosi 2 conti in tasca hanno convenuto che forse era meglio per lei starsene a casa. Altrove, le madri trovano questa rete, fatta di welfare e servizi, forse impersonali ma altamente efficienti. Altrove possono chiedere al padre di restare accanto a loro per molto tempo, anche alcuni mesi, com’è previsto ad esempio nei paesi scandinavi. Qui, invece, le donne sono sempre più sole, perché le loro madri, quelle che fino ad oggi hanno sopperito a tutte le mancanze dello stato, sono sempre più anziane e i padri hanno solo due assurdamente miseri giorni pagati di paternità. Per concludere, possiamo fare mille esempi di questo tipo, ma il punto che ci accomuna tutte noi donne, è proprio il fatto di dover scegliere tra famiglia e lavoro,  realizzazione personale e famiglia, in una società in cui si vede ancora la donna come il centro della vita familiare. E così dev’essere, ma la donna non dev’essere solo questo. E gli uomini devono essere liberi di essere dei buon padri. In questa società dove le figure genitoriali vengono sempre meno, e invece dovrebbero essere più presenti, sarebbe bello se lo Stato o chi per esso facesse qualcosa per salvagurdare l’importanza e il valore dell’unita familiare, che è anche alla base di una società civile. Ma una madre che lascia il lavoro dopo la nascita di un bambino è molto più di una madre che lascia il lavoro. È il simbolo del fallimento di una società intera, di una totale incapacità di intervenire nell’ambito che più di tutti richiederebbe interventi, quello dell’occupazione femminile e della tutela della maternità, una tutela che sia degna di questo nome. Una mamma che deve lasciare il lavoro dopo la nascita è un’ingiustizia. Io ho raccontato la mia esperienza personale come mamma e come lavoratrice dipendente, mentre per le mamme lavoratrici autonome o con contratti precari la situazione è molto peggio. Qui sotto lascio il link dell’articolo del Fatto Quotidiano da cui mi sono ispirata e da cui sono tratti i dati.   Buona giornata   Elisa   Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/09/mamme-costrette-a-lasciare-il-lavoro-lingiustizia-piu-grande/4080685/ Benvenuto nel nostro laboratorio della creatività
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Benvenuto

Qui si realizzano sogni! Per prima cosa ti diamo il benvenuto  nel nostro mondo, dove professionalità, cortesia, sono al tuo servizio. per offrirti prodotti unici e personalizzati basati su di te e per te.   Iscriviti e rimani connesso con le nostre novità per non perdere eventi o promozioni che verranno lanciate in futuro.   Inoltre, per facilitarti, abbiamo lanciato il nostro negozio su Etsy: My preppy Kids   E per concludere, ti ricordiamo che siamo anche su Instagram e Facebook!   Grazie col cuore Elisa & Maria